Les violons oubliés

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Les violons oubliés2019-02-03T10:21:23+00:00

per orchestra d’archi

breve estratto audio 2′ 42″ su 10′

Il brano è suddiviso in 6 brevi sezioni che devono essere eseguite senza soluzione di continuità. Sei sezioni, ma solo 5 episodi riconoscibili in quanto l’autore, dopo un inizio deciso e travolgente (Con grinta, appunto) che trova un po’ di respiro in un brevissimo adagio, ha voluto riprendere il concetto classico di ritornello ma portandolo ad un livello estremo. Ecco quindi che la seconda e la quarta di queste sezioni, assolutamente identiche tra loro e affidate all’intero organico, incorniciano un brano dal titolo emblematico (Ricercare) dove la rarefazione massima trova il suo perché nel silenzio dei contrabbassi e nell’impiego dei violoncelli nella loro tessitura più acuta; ecco quindi motivato il necessario “ritorno” all’atmosfera dell’Intermezzo.

Segue un falso assolo (a solo?) nel quale il primo violino (tutti gli altri tacciono) cerca (quasi singhiozzando) la forza di contrapporsi alle viole e agli archi gravi che stabiliscono il vero colore della sezione e gli concedono un po’ di spazio alleggerendo la loro presenza tramite l’uso intensivo di delicati tremoli, alternati ad armonici evanescenti.

Nell’ultimo episodio (Finale) gli strumenti gravi propongono un intenso martellare ritmico, quasi l’avvio difficoltoso di un motore d’altri tempi, sul quale si innesta poco alla volta una tessitura a note lunghe e lunghissime di viole e violini ad indicare un orizzonte irraggiungibile … o no?

Il titolo, quasi una provocazione, vuole in realtà ricordare come l’orchestra d’archi più che un freddo archetipo sia invece un organismo senza tempo capace di rinnovarsi ogni volta al di la del tempo e delle stile.